Permanently lost in good books

Something About Francesca

Storie, storie, storie. Per me non esiste altro.

Bernard Malamud

 

  

 

Sono Francesca Baro, classe 1984 e bevo troppi caffè.

A differenza della maggior parte dei lettori, io, da piccola, odiavo letteralmente leggere ed infatti ho saltato tutta la letteratura per l’infanzia, da “La fabbrica di cioccolato” a “Il giardino segreto”, da “Il mago di Oz” a “Pinocchio”; poi è successo che mi hanno prestato “La lunga vita di Marianna Ucria” e le cose sono cambiate completamente: ho scoperto che tra le pagine di un romanzo c’è l’accesso ad un mondo parallelo dal quale si può entrare e uscire come e quando si vuole. Ho scoperto che un buon libro è un amico fidato, che c’è sempre quando le cose del mondo reale vanno un po’ così e c’è bisogno di staccare un po’ la spina. 

Leggo principalmente letteratura nordamericana perché Il grande Gatsby mi ha aperto le porte di questo mondo e, da allora, non riesco più a fare meno di tornarci: mi piace il modo che gli americani hanno di guardare al loro paese e di guardare loro stessi senza farsi sconti; la crudezza del loro modo di scrivere che, accompagnata alla limpidezza del linguaggio, riesce a suscitare sentimenti ed emozioni travolgenti.

 


   

SOMETHING ABOUT ALESSANDRO

I Sex Pistols? I Sex Pistols ci hanno fregato più di Craxi e Andreotti...

Enrico Remmert


E anche in futuro noi saremo cantati tra gli uomini che verranno...

Omero,Iliade,libro VI

 

 

 

 

Mi chiamo Alessandro Montagnese, sono nato il 10 Agosto 1984 e tale data coincide con il mio primo grande trauma: provate voi ad organizzare la festa di compleanno in estate.
Crescendo mi sono inflitto razioni di infelicità decidendo di tifare Torino e votare a sinistra.
Oltre ai libri, la musica occupa gran parte della mia vita.
Ho iniziato a leggere per tre motivi fondamentali: la necessità di vivere delle vite non mie, la curiosità di capire se altri vivessero una vita come la mia e per conquistare le ragazze. Con un occhio di riguardo per quest'ultimo.
Leggo prevalentemente letteratura nordamericana e grazie ad essa negli anni mi sono avvicinato all'America, una terra in profonda contraddizione. Ed è proprio di quelle contraddizioni che mi sono innamorato.
Per cosa vale la pena vivere? Non lo so con precisione ma New York, i Velvet Underground, Fabrizio De Andrè e le giocate di Marco Van Basten fanno sicuramente bene allo spirito.

Per mestiere faccio il libraio.